Bene, eccomi qui di nuovo, davanti ad una pagina bianca e ad un’anima totalmente nel caos.
Vorrei dire che è tutto ok, che ancora una volta quella luce che elogio sempre nei miei post vincerà, ma non posso dirlo stavolta.
Stavolta c’è un silenzio che fa paura. Un silenzio fatto di incomprensioni, sguardi e ferite che non posso affrontare.
Stavolta c’è un muro che non mi è permesso scavalcare perché ho promesso di rispettare lo spazio degli altri. La libertà.
Quando ho conosciuto quella luce, ho promesso a me stessa che mai l’avrei rinchiusa per le mie ferite, che avrei fatto di tutto affinché potesse sempre essere libera di scegliere e fare ciò che la faceva stare bene.
Ecco. La difesa di quella libertà mi porta adesso su questa pagina senza poter parlare con lei di ciò che è stato frainteso. La difesa di quella libertà mi porta a non avvicinarmi finché lei non vorrà avvicinarsi e questo fa male.
Fa male perché in questo rispetto c’è tanto, tanto silenzio che diventa abisso ogni giorno che passa.
Vorrei dirle che mai potrei pensare o dire cose che le facessero male, vorrei dirle che se potessi cancellare ciò che è successo lo farei.
L’ho osservata da lontano, un paio di giorni. L’ho vista per caso per strada e non ho osato avvicinarmi, sapendo che le avrei dato fastidio. Mi è bastato vedere che stava bene.
Ho promesso che rispetterò la sua libertà e lo farò, ma quanto vorrei dirle tutto. Vorrei dirle che odio quella stupida gabbia che fino ad ora ha tenuto rinchiusa me e che è arrivata a colpire anche lei perché non sono stata in grado di controllarla. Vorrei dirle che la paura che mi ha attanagliato lo stomaco in queste settimane era insopportabile e che forse anche per questo sono arrivata a guardarla da lontano, rispettando i suoi spazi.
Vorrei dirle che l’amore che mi ha fatto provare resterà qualcosa di raro dentro di me.
La mia libertà finisce dove inizia quella di qualcun altro ed io la sua vorrei che non finisse mai.
Vorrei dirle tante cose, ma forse la più grande che vorrei dirle è: scusa. Per il dolore, per il fraintendimento, per tutto ciò che non sono riuscita a spiegare.
Non so se riuscirò mai a dirglielo, a spiegarle tutto.
Nel frattempo sto qui, su questa pagina bianca, su queste righe sporche d’inchiostro, a cercare di mettere un po’ di ordine in questo caos che urla in questo enorme silenzio che soffoca anche la luce.
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