La macchiolina

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A volte non è il silenzio a fare male, è l’idea che, dall’altra parte, qualcuno possa sentirsi solo. Non solo senza parole, ma senza nessuno. Io quella sensazione la conosco fin troppo bene, quel momento preciso in cui ti guardi intorno e non trovi niente.
Quando capisci che, qualsiasi cosa stia succedendo, dovrai reggerla tutta da sola.
È un vuoto che non urla, ma non lascia scampo.
E forse è proprio per questo che, quando penso a chi amo, non desidero grandi gesti
né promesse fatte per rassicurare. Vorrei solo essere una macchiolina, qualcosa che rovina la perfezione del vuoto, non abbastanza grande da cambiare le cose magari, non abbastanza forte da salvare nessuno, ma abbastanza reale da non sparire.
Una presenza che non chiede spazio,
ma non si cancella, che non riempie tutto,
ma impedisce al niente di sembrare totale.
A volte non serve qualcuno che ti tenga in piedi, a volte basta sapere che se cadi,
non cadi nel vuoto.

Ecco, io vorrei che chi amo sapesse che non è da solo. Vorrei che, per quanto il problema possa sembrare gigante o infinitamente piccolo, chi amo possa guardarsi intorno e pensare “Hey, questa cosa è gigante, ma so che non la affronterò da sola, lei c’è!”

Perché lo so che significa sentire il petto schiacciato dal peso delle cose e non riuscire a trovare neanche un paio di occhi che ti aiutino a respirare meglio, so come ci si sente quando ti senti come se stessi per scoppiare, ma non puoi permetterti di farlo in nessun modo, in nessun posto, in nessun momento. So come ci si sente da tutta la vita e, se posso desiderare una cosa, solo una piccola cosa, vorrei che chi amo riuscisse a non sentirsi mai così. Vorrei che chi amo si sentisse libera di chiamarmi per poter respirare meglio, per potersi sentire libera di crollare e poi ricostruire un passo alla volta, ma non da sol. Vorrei essere quella macchiolina nel vuoto… Non è molto, lo so, ma il vuoto, quel bastardo, almeno non resta intero.

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