Sono giorni ovattati questi. Non so se vi capita mai di percepire la realtà come se fosse finta. Non è una sensazione facile da spiegare, ma è come quando fai un sogno e sei consapevole che è un sogno, solo che è la realtà. Ecco, in questi giorni mi sento così: un senso di irreale, di ovattato, che mi rende difficile ogni cosa, anche semplicemente procedere con la mia vita.
Forse è una cosa stupida da dire. Mi rendo conto che non per tutti può risultare facile comprendere la sensazione. Eppure per me è così vera quasi da poterla toccare. Sento forte, nel petto, un bisogno assoluto di cambiamento, di svoltare, di cambiare qualcosa che finalmente mi faccia dire: “Sì, questa finalmente è la mia vita”.
Ma, allo stesso tempo, ho una fottutissima paura di farlo.
Come si esce da una cosa così?
Come si esce da una cosa così quando sei un’adulta e non puoi prendere e mandare all’aria tutto semplicemente perché ti va?
Qualche tempo fa mi hanno trovato una ciste sul tendine della mano destra, la mano con cui scrivo. Il dolore era tale che sono stata costretta ad andare da un medico (sennò col cavolo che ci andavo), che mi ha messo davanti alla prospettiva di essere operata per rimuoverla e di non poter usare la mano destra per un po’ di tempo, altrimenti avrei rischiato il tendine.
Panico.
A parte la normale routine da destrorsa, ma io faccio la segretaria e, soprattutto, AMO scrivere. Ma non è che amo scrivere così, per passare il tempo. Per me scrivere è come respirare.
Capite bene come per me la prospettiva di non poter scrivere per mesi fosse pressoché un incubo nella realtà.
Ci sono stata malissimo. Ho cercato tutte le soluzioni possibili, ma non ce n’erano.
Alla fine ho fatto l’unica cosa che mi è venuta in mente.
Ho addestrato la mano sinistra a scrivere.
Ho messo un tutore alla destra e ho passato ogni minuto libero della mia giornata a scrivere pagine e pagine di lettere, per insegnare alla mia mano i movimenti corretti. Scrivevo bene? No. Scrivevo velocemente? Assolutamente no.
Ma quell’allenamento era quella piccola cosa che mi faceva andare avanti, con il pensiero che potevo continuare a scrivere nonostante tutto.
Ho insegnato al mio corpo a superare il problema.
Alla fine non ho avuto bisogno dell’operazione. Tenere la mano a riposo ha fatto riassorbire la ciste e non c’è stato bisogno di nulla per farla guarire.
Ecco, in questi giorni vorrei una soluzione tipo questa.
Ho bisogno di andare via, di ricostruire la mia vita, e vorrei tanto che ci fosse un addestramento alternativo per la mia vita che mi facesse dire:
“Ok, non posso cambiare tutto adesso, ma posso fare questo mentre aspetto e mi organizzo per il grande salto.”
Purtroppo questa alternativa non c’è, ed io mi trovo incastrata in questo limbo.
Forse non esiste un addestramento alternativo per la vita.
Forse non ci sono quaderni su cui imparare a scrivere un’esistenza nuova mentre quella vecchia è ancora lì.
Però è anche vero che, senza accorgermene, una volta ho preso una penna con la mano sbagliata… e ho ricominciato da capo.
Male.
Piano.
Senza sapere bene cosa stessi facendo.
E magari è proprio così che iniziano i cambiamenti veri:
quando non puoi ancora cambiare tutto,
ma inizi comunque a insegnarti movimenti nuovi.
Lascia un commento