Piccolo manuale di sopravvivenza (senza risposte)

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Ed eccomi qui. Di nuovo davanti a una pagina bianca, di nuovo davanti a pezzi di me sparsi per il mondo. 

Sono successe tante cose ultimamente, tante cose che a un certo punto ti costringono per forza a fermarti e a chiederti “Ma perché a me arrivano così, perché io sento tutto troppo forte?” 

Non so se stai cercando la risposta a questa domanda proprio in questa riga, ma posso assicurarti che qui non la troverai. 

Ho quasi 33 anni e in tutto questo tempo mi sono successe tante cose, ma io non ci ho fatto neanche troppo caso. Hai presente quando la vita ti capita e tu reagisci di conseguenza, ma non sai neanche tu cosa sta succedendo? Ecco, credo che la mia vita sia stata più o meno tutta così. Un evento, un momento di panico, un “Come farò ad affrontare tutto questo?”, poi cammini, vai avanti un passo alla volta e non ti rendi conto neanche tu come hai fatto, ma l’hai superato e non sai neanche bene quando. Finché, ad un certo punto, magari verso i 30 anni, non decidi di tornare alla terapia e lì ti trovi davanti a una persona che ne capisce, che di storie ne sente tante, tutti i giorni, tutte le ore. Ecco, quella tizia che ha tutte le risposte dell’umanità scritte sulla sua laurea, ad un certo punto ti guarda (con delle imbarazzantissime lacrime agli occhi) e ti dice:”Ma tu ti rendi conto di cosa hai affrontato? Di quanto tu sia anche troppo sana nonostante tutto questo?”

E tu la che dici? Che si dice ad una persona che, per la prima volta, ti sta facendo i complimenti per come sei sopravvissuta? La mia prima risposta, onesta e totalmente senza contesto, sai qual è stata? “Eh ma io sono capricorno, noi viviamo così” 

Cazzo. Comodo no? Pensa a poter vivere una vita intera e alla fine poter dare la colpa di tutte le tue reazioni del cazzo, semplicemente alle stelle. Infatti, come potrai immaginare, la terapista mi ha guardata con il sorriso di chi ti conosce anche troppo bene e mi ha detto:”Tu forse non sei pronta a sentirtelo dire, ma in realtà è tutto merito tuo, non del tuo segno”. 

Porca pupazza, e ‘mo che le dico? Voi sapete accogliere gli sguardi amorevoli degli altri? Perché io no, quindi se qualcuno di voi (chissà quanti mai sarete poi) sa come si fa, vi prego, illuminatemi! Niente, io ci ho girato intorno, lei ha continuato a fissarmi negli occhi e io alla fine, per uscirne come una personcina educata e gentile, le ho risposto semplicemente “Grazie”. 

Perché la verità è che io mica lo so come ho fatto, mica lo so che potere magico ho che mi ha permesso di arrivare fino a quì senza mollare tutto prima. Ci sono andata vicina un paio di volte, si. Talmente vicina che ricordo ancora il freddo tagliente  dell’acqua nei polmoni e il tremolio della mano che teneva la lama vicino al polso.  Ci sono andata vicina, ma c’è sempre stato qualcosa ad un certo punto che mi faceva tornare ad andare avanti. Che cosa? Non lo so. Neanche per questo ho la risposta, mi dispiace. So solo che ci sono delle volte in cui mi guardo allo specchio e mi dico “Ma perché devo essere così?” 

Eeeeeeh, mi dispiace, questo non è un articolo per le risposte, questo è il posto in cui mi faccio comodamente i miei viaggi mentali senza sentirmi vista da nessuno o giudicata, quindi stacce! Comunque alla fine io una risposta non ce l’ho per niente. Non so perché sento tutto così tanto, non so perché non ho ancora mollato, non so perché non sono rinchiusa in una grotta da sola ad aspettare che il mondo finisca senza interagire più con nessun essere umano sulla faccia del pianeta. Però una cosa sola la posso dire: ci sono, in questo mondo, delle “cose”, delle piccole luci nella notte, che ti ricordano che vale la pena lottare anche se non te ne accorgi. Magari sono in un nuovo fiore sbocciato, in una nuvola con una forma strana, in un’anima affine che ti riconosce e ti dice la cosa giusta al momento giusto o in un paio di occhi che, per la prima volta, sembrano vedere davvero proprio nel momento in cui ti sentivi più invisibile che mai.

Ci sono in questo mondo un’infinità di piccole cose che, senza che tu te ne accorga minimamente, ti danno quella forza segreta per andare avanti, nonostante tutto il resto faccia un male tremendo. Credo che il segreto sia solo mettersi in  ascolto e cercare di vederli, perché è lì che si nasconde il vero segreto di tutta una vita di sopravvivenza che, un giorno forse, si trasformerà in una vita da vivere senza il bisogno di sopravvivere. 

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