Amica mia,
lo so, anche se non sempre riesci a dirlo a voce,
che l’estate per te è un tempo in cui ti senti fuori sincrono.
Quando tutti sembrano correre verso il sole,
tu resti lì, in ascolto del vento che cambia,
in attesa del primo cielo che si fa rame.
Non sei sbagliata, lo giuro.
Hai il passo lieve di chi conosce l’intimità delle cose non urlate,
di chi trova rifugio tra le pagine di un quaderno,
tra le parole scritte a margine.
Hai il cuore fatto di sfumature e silenzi,
quelli che gli altri non notano, ma che tu custodisci come preghiere.
So che in questi giorni ti sembra di non avere un posto,
che la luce troppo forte ti smuova dentro anziché scaldarti.
Ma ti vedo. Ti vedo anche lì,
mentre sogni l’autunno seduta sulla riva,
mentre disegni sogni nella mente e li affidi alle rondini che passano.
Non devi splendere per forza,
non ora, non così.
A volte basta respirare.
Rimanere.
Sapere che sei ancora qui, e che questo è già tanto.
Scrivo per ricordarti che c’è bellezza anche in chi resta all’ombra,
che non sei da sola a sentire questo disallineamento,
e che ogni tanto, anche d’estate, esiste un angolo dove il tempo si ferma
e ti somiglia.
Ti lascio questa lettera come un fazzoletto sul comodino,
per i giorni in cui senti che nessuno sa quanto fatichi a restare.
Ma io lo so.
Con tutta la mia luce.
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