e rende il cielo immenso…

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Questa sera niente prosa, niente poesia. Solo pensieri in disordine trascritti su una pagina bianca. Li troverà qualcuno? Forse no. Forse resteranno a navigare nell’internet nascosto delle anime vaganti senza una meta ben precisa. Eppure non mi importa. Stasera questo foglio bianco racchiude solo un sentire che cerco di tenere in silenzio da tanto tempo. Un tempo in cui mi sento fuori tempo.
Mi guardo intorno e vedo coppie, matrimoni, battesimi… chi ha un lavoro ben avviato, chi una famiglia felice, chi un futuro prospero davanti a sé. Tutti sembrano aver raggiunto gli obiettivi di una vita, tutti sembrano felici dietro quella patina lucida che mostra solo le cose belle della vita. Inevitabilmente, lo sguardo ad un certo punto si posa su di me e cosa vedo? Non un grande amore che cammina al mio fianco, non una famiglia, non un figlio… solo me.
Anche oggi mi è capitato di vedere una ragazza che conosco da anni, che passeggiava con il suo nuovo fidanzato, solo un paio di mesi fa ne aveva un altro al suo fianco ed io mi domando continuamente come è possibile che tutti conoscano gente così in fretta, come se ci fosse una fila da rispettare e, appena si libera un posto, subito ci si può fare avanti per occuparlo. Come si sceglie così in fretta la persona da amare? Io ho 32 anni, di relazioni ne ho avute poche, davvero poche, e quelle che ho avuto ci ho messo mesi, se non anni, a costruirle e lo stesso tempo per “distruggerle”. Forse ho sbagliato fila? Forse sono troppo esigente? Forse cerco solo qualcosa di vero e, se non lo è, non mi accontento? Non è un giudizio sugli altri, sia chiaro, è una domanda vera e profonda verso me stessa. Io mi devo innamorare per poter dire ad una persona “ti amo” e cerco negli occhi delle persone che incontro, la stessa scintilla che ho percepito chiaramente e distintamente io nel petto nel momento in cui i miei occhi hanno visto la persona che amo. La amo, ma comunque non è al mio fianco. Non starò qui a raccontarne i motivi, perfino io sono troppo vigliacca per affidare ad uno schermo tutto ciò che custodisce il mio cuore, ma l’amore che sento dentro è così forte e bruciante che non posso fingere che non esista per passare al prossimo della fila senza pensarci due, tre, dieci, mille volte. Come si placa l’onda prepotente nel petto ogni volta che incrocio i suoi occhi? Come si calma il tremore alle mani incontrollato, ogni volta che anche solo per sbaglio ci incontriamo? Come smetto di dire cose senza senso, sembrando una totale idiota, quando sono in sua presenza? Come si ordina al cuore di smettere di battere così forte che potrei sentirlo anche a miglia di distanza? Come dico al mio respiro di tornare calmo, se ogni volta che mi attraversa anche solo il suo pensiero, mi sento una stretta allo stomaco che mi blocca il fiato? Quando ho capito di essere innamorata, tutto il mondo mi è sembrato finalmente bello. Le nuvole sono tornate ad avere forme straordinarie ai miei occhi, i colori dei tramonti e delle albe sono apparsi di nuovo così strabilianti, il respiro del mare è diventato il mio respiro e ho ricordato cose del mondo che da tempo avevo dimenticato. Tutta la meraviglia della vita è tornata e questo amore è così forte che perfino in me sono riuscita a vedere quella stessa meraviglia che ora vedo nel mondo! Questo amore ha cambiato totalmente il mio modo di vedere ogni singola cosa della vita. Eppure non è con me.
Continuo a camminare, a scrivere, a correre dietro alla vita che spesso fa correre talmente tanto da togliere il fiato, ma quell’amore è con me in ogni singolo passo e non riesco a dare il mio cuore al prossimo della fila. Non riesco a fingere che non esista perché non è un amore che posso pensare di vivere pienamente con la persona che vorrei, ma non posso neanche cancellarlo dal mio cuore. Non riesco fisicamente a farlo.
Il prossimo della fila non riesco neanche lontanamente a vederlo.
Eppure mi domando se il mio modo d’amare sia “normale”. Me lo domando. Perché come è possibile che tutti riescono a farlo? A dire “ti amo” ad una persona e, poco dopo, dirlo ad un’altra? A stare con una persona e, addirittura nello stesso momento, frequentarne un’altra a cui magari dicono quello stesso “ti amo”?
Forse sono complicata io. Forse sono strana io a pensare che tutte queste cose che sento nel petto da quando ho incrociato quegli occhi, siano cose così straordinarie da poter essere provate solo poche volte nella vita, se non una volta sola. Forse ho letto troppi romanzi. Forse sono io che limito il mio essere perché cerco profondità, autenticità… O forse mi sono innamorata talmente tanto di quella scintilla che sento nel petto, che tutta questa luce che mi dona mi sembra impossibile riuscire a sentirla per qualcun altro in così poco tempo.
Forse semplicemente dovrei imparare a regalare più facilmente il mio “ti amo”? O magari va bene così. Magari il mio sentire così fuori dal mondo è stato messo in me dalle stelle per fare in modo che non potessi vederle tutte, ma solo quelle più nascoste nel grande mantello scuro del cielo.
O forse alla fine semplicemente non sono fatta per avere qualcuno con cui poter mostrare tutto questo. Chi lo sa.
Non poter vivere l’amore che sentiamo dentro, quello vero, quello autentico e profondo, lo rende forse vano e inutile? Jovanotti cantava “L’amore dato non ritorna a posto, ma resta in giro e rende il cielo immenso”.
Ecco, allora mi piace pensare che il mio amore così profondo e nascosto e silenzioso, in qualche modo sta contribuendo a rendere il cielo più immenso di quello che può già essere, e se, anche solo per un secondo, gli occhi che hanno rapito il mio cuore si poseranno su quel cielo, sentendo anche solo vagamente quello stesso amore che ci riverso dentro ad ogni respiro, allora penso che tutto questo non sarà stato vano e sprecato.
Solo un cielo un po’ più immenso…

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