Il filo che vibra

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Ci sono legami che non hanno bisogno di parole né di presenza costante.
Non si nutrono di appuntamenti certi, ma restano sospesi in un altrove che non conosce calendario.

A volte basta un mattino qualunque. Ti svegli, il mondo sembra identico a ieri, eppure nel petto qualcosa si sposta appena.
Un lieve formicolio, come se un filo invisibile, teso tra te e qualcun altro, avesse tremato.
Non sai dire perché, ma sai.
Non è un sospetto, non è un pensiero, nemmeno un’intuizione.
È una certezza silenziosa, come un suono che non passa dalle orecchie ma dal cuore.

La distanza non spegne quella vibrazione: attraversa strade, muri, cieli interi, e arriva.
E tu la riconosci, perché quel filo è intrecciato dentro di te.

C’è chi direbbe che è solo immaginazione.
Magia, forse follia.
Ma non tutto ciò che è vero ha bisogno di prove.
Ci sono realtà che vivono solo nell’istante in cui le percepisci, e tanto basta.

Così, il giorno continua con quella consapevolezza discreta: l’altro capo del filo è lontano.
E, chissà, forse anche laggiù qualcuno ha sentito la stessa vibrazione, come un piccolo sortilegio che ha attraversato il mondo senza farsi vedere.

Come se una stella, sussurrando, ti avesse detto “aspetta, perché tornerà, il filo è già intrecciato”.

E alle stelle non si può non dare ascolto.

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