Ci sono canzoni che non si ascoltano soltanto.
Si guidano.
Si attraversano.
Getaway Car è una di quelle:
nasce per portarti via,
da tutto ciò che prova a trattenerti.
Ho preso la patente a 22 anni,
spinta da un desiderio più grande della libertà:
l’indipendenza.
E dopo tanto lavoro, tante attese,
è arrivata la mia prima macchina:
una Twingo del 2007, color giallo-verde,
un po’ sgarrupata, ma mia.
L’ho chiamata Larry.
Larry non era solo un’auto.
Era rifugio nei giorni duri,
tetto nelle notti in cui non avevo pace.
Culla per le lacrime che non trovavano posto altrove,
letto per dormire quando il mondo fuori era troppo.
La mia macchina è la mia piccola casa in movimento. Anche adesso che Larry è “andata in pensione”.
Una prova silenziosa che, anche da sola,
posso andare avanti.
Per amore della mia libertà,
sono diventata un po’ meccanica, un po’ elettricista, un po’ gommista.
Ho imparato a leggere i segnali del motore,
a sistemare ciò che non funzionava.
Ho imparato a viaggiare,
anche quando non c’era nessuno ad aspettarmi.
E sempre,
c’era la musica.
Perché la mia fuga ha bisogno di un volume alto e di parole forti.
Canto a squarciagola per coprire i pensieri,
parlo da sola,
piango e poi sorrido.
In macchina sono libera.
In macchina sono io.
E c’è una cosa che pochi capiscono davvero:
puoi viaggiare con me mille volte,
ma se non ti ho mai fatto sentire la mia voce libera sulle note,
non mi hai davvero conosciuta.
Perché in quella macchina
ci sono i miei silenzi e le mie rivoluzioni,
le notti in cui la musica è stata l’unico abbraccio,
le strade che ho preso per salvarmi.
E se ti ho lasciato salire accanto a me,
se hai ascoltato almeno una volta la mia voce libera nel canto,
allora sì,
sei importante per me,
Puoi dire di conoscermi davvero.
Perché le mie getaway car
sono il mio mondo su ruote.
E se te l’ho aperto,
puoi considerarlo un piccolo privilegio.
Un posto in prima fila nel viaggio che mi ha resa me.
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