C’è stato un momento,
uno solo,
in cui l’aria ha cambiato suono.
Come se qualcosa
si fosse spezzato
senza farsi sentire.
Non lo sapevi.
Non eri lì.
Eppure l’hai sentito,
sotto pelle.
Una fitta lieve,
come una crepa sottile
che attraversa il giorno
senza romperlo davvero.
E da allora,
tutto è uguale
ma non più lo stesso.
C’è una parte del cielo
che sembra più vuota,
un angolo di luce
che si è spento senza avviso.
E tu,
che senti anche ciò che non si dice,
hai lasciato che quel silenzio ti scivolasse dentro
come acqua lenta,
come pioggia dietro un vetro
che non smette di bussare.
Non servono parole.
Solo un pensiero che si china,
che si fa piccolo,
che si siede accanto
a ciò che non può essere detto.
Perché a volte,
l’empatia è questo:
un fiore lasciato sulla soglia
senza suonare il campanello.
E se qualcuno, stanotte,
alza gli occhi senza un motivo,
forse è perché una luce, da qualche parte,
sta ancora cercando casa.
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