L’eco della sabbia

By

Ci sono giorni in cui la viandante che è in me non ha bisogno di camminare, ma solo di sedersi e ascoltare. Mi sono ritrovata davanti al mare, in quel momento sospeso in cui il sole decide di tuffarsi nell’acqua e tutto il mondo intorno diventa d’oro.
Non importa quanti anni segnino il nostro cammino o quanti fili di luce argentea inizino a intrecciarsi tra i capelli: ciò che conta è lo sguardo. Quella scintilla che resta giovane e curiosa, capace di meravigliarsi ancora davanti all’infinito, nonostante le salite e i giorni di vento.
Il mare è un vecchio amico che non fa domande. Accoglie i nostri silenzi, le nostre incertezze, e quel battito del cuore che a volte sembra correre troppo forte, cercando risposte che ancora non arrivano. In quel dialogo fatto di sale e vento, ho capito che non siamo noi a guardare l’orizzonte: è l’orizzonte che ci ricorda chi siamo veramente.
Spesso pensiamo che la forza consista nel procedere sempre dritti, senza mai vacillare. Ma la verità è che la viandante più coraggiosa è quella che accetta i suoi passi indietro, le sue soste, i momenti in cui il sentiero sembra farsi nebbia.
Seduta lì, con i piedi nella sabbia ancora tiepida, ho capito che non dobbiamo avere paura delle nostre ombre o di quel bianco che spunta tra i colori del tempo. Sono solo i segni del passaggio della luce. Il mare mi ha sussurrato che non c’è bisogno di gridare per essere ascoltati: le verità più profonde arrivano nel silenzio, tra un’onda e l’altra, quando smettiamo di interrogarci sul “perché” e iniziamo a goderci il “qui”.
In questo viaggio che chiamiamo vita, la meta non è un luogo fisico, ma questo stato di grazia: sapersi ascoltare senza giudizio, proprio come fa l’oceano con la riva.
Che sia il mare, un bosco o semplicemente il silenzio di una stanza, vi auguro di trovare oggi un momento per sedervi sulla vostra duna ideale e riscoprire la luce che portate negli occhi.
Buon cammino, anime gentili.

Posted In ,

Lascia un commento