Oggi qui ha grandinato… Una grandine forte, fortissima, che a terra si è accumulata formando mucchi ai lati delle strade che sembravano essere neve. “E sticazzi?” Mi direte… Eh si, sticazzi in fondo. Solo che nel mio petto si è acceso qualcosa. Una voglia irrefrenabile di uscire e di godermi quella piccola magia. Ovviamente non è che potessi uscire sotto il diluvio universale, ci mancherebbe, ma appena ha smesso di piovere ho messo la giacca e sono corsa fuori. Pioveva, si, pioveva ancora, le strade erano allagate (le mie scarpe in questo momento sono piene d’acqua gelida e mi odiano), le macchine slittavano sull’asfalto nonostante la bassa velocità, sono rimasta ferma 10 minuti ad un incrocio perché erano tutti ammassati per evitare le montagne di ghiaccio… Ma all’orizzonte c’era il sole! Come potevo lasciarmelo sfuggire? Ho corso, ho corso come una disperata verso quella palla di fuoco che calava lentamente, ho corso come se la mia vita dipendesse da quello. E in effetti un po’ è così.
Ho trovato una piazzola, quella dove scendo sempre. Cazzo che freddo. Porca vacca, ancora piove, ma non ho l’ombrello…ma sai cosa? Sticazzi! Poi mi asciugo, lì c’è il sole. Sono scesa sulla spiaggia, il vento mi tagliava la faccia come un coltello, la pioggia mi si infilava nella giacca, ma lì all’orizzonte c’era il sole ed io, inspiegabilmente, sorridevo. Sorridevo come non riuscivo a fare da giorni, sorridevo a quella enorme palla di fuoco che, nonostante la pioggia e il vento, mi scaldava dentro.
Io sono così, un po’ pateticona per queste cose, ma stando ferma lì in piedi ad osservare quelle nuvole nerissime da una parte e quel sole meraviglioso all’orizzonte, non ho potuto trattenere le lacrime. Si, ok, forse era il vento… Ma magari anche no. Quel sole, per un attimo, mi ha abbracciata e ho sentito l’anima farsi abbracciare per liberarsi, finalmente, di tutto il dolore che teneva dentro. Ho perso un’amica qualche giorno fa, ho perso me stessa nello stesso periodo e ancora non mi ero data il permesso di piangere, ancora non avevo ricevuto quell’abbraccio in cui potermi lasciare andare. Quell’abbraccio oggi me lo ha dato quel sole che combatteva con la pioggia battente. E allora ho pensato che siamo un po’ così… Che abbiamo la vita piena di nuvole nere e pesanti che si ammassano e non fanno altro che scaricare su di noi tutto il brutto tempo… Ma appena spunta, corriamo verso il sole.
E forse non possiamo evitare la grandine, non possiamo fermare le nuvole quando si ammassano sopra la testa, ma possiamo scegliere di correre. Anche con le scarpe bagnate e piene di acqua, anche con il vento contro, anche con il cuore pieno.
Perché a volte basta un raggio,
uno soltanto, per ricordarci che dentro di noi
il sole non ha mai smesso di esistere.
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