A volte la mia solitudine non è nemmeno tragica. È pratica. Organizzata. Efficiente. So fare tutto da sola. So gestirmi le emergenze, le crisi, i momenti di merda. So asciugarmi le lacrime, rimettermi in piedi, andare avanti come se niente fosse. Talmente brava che, a un certo punto, nessuno si chiede più se ho bisogno. La solitudine non arriva all’improvviso, si costruisce piano. Un “non disturbo”, un “non importa”, un “tanto faccio io” e diventi quella che c’è sempre. Quella che ascolta. Quella che capisce. Quella che non chiede mai.
Che è un’ottima strategia, eh, sia chiaro.
Funziona benissimo! Peccato solo che poi, quando ti fermi un attimo, ti accorgi che se succede qualcosa di bello o di brutto, non sai a chi dirlo senza sentirti fuori posto. La solitudine vera non è stare da soli, è avere una rubrica piena e nessuna persona da chiamare.
È voler dire “mi fai compagnia?” e tradurlo automaticamente in “vabbè, non importa, non fa niente”. E a forza di non importare, inizi pure a crederci. Ti convinci che chiedere sia troppo, che il tuo spazio sia quello che resta, che se sei sempre tu quella forte è perché così è giusto.
Spoiler: no.
Non è giusto.
È solo comodo per tutti gli altri.
Il punto più brutto non è sentirsi soli. È normalizzarlo. È farci pace. È smettere di aspettarsi qualcosa di diverso.
Poi, ogni tanto, arriva una presenza strana, una che non scappa, che non ha fretta, che non ti chiede di essere meno.
E lì ti senti un po’ scema… perché ti accorgi che non eri “troppo”, eri solo circondata da gente che restava poco.
Io non ho risolto la mia solitudine… Non ho trovato la formula magica… Ho solo smesso di farmi passare per forte
quando in realtà ero stanca. Oggi, se devo scegliere, preferisco sentirmi sola qualche volta piuttosto che sentirmi invisibile sempre. La solitudine, forse, non è una colpa, ma nemmeno una medaglia! È solo il segnale che ho bisogno di meno rumore e di più verità.
E se stai leggendo tutto questo
e ti sei riconosciuta anche solo in una riga, sappi che non sei strana, non sei sbagliata, non sei l’unica.
La solitudine fa meno paura quando qualcuno la nomina, quando smette di essere un segreto.
Se oggi ti senti così, siediti un attimo qui.
Non devi spiegarti.
Non devi essere forte.
Questo è solo un abbraccio lasciato aperto per te, se ne senti il bisogno.
Prendilo se ti va.
Io sono qui.
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