solo 10 secondi

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Dopo qualche anno, mi ha cercata una persona con cui ho avuto una relazione… Intensa, travolgente, una di quelle per cui ti giochi tutto e non ti resta più niente. All’epoca ci sentivamo ad ogni ora del giorno e della notte, ogni messaggio sembrava uno scambio d’anima, ogni riga un fuoco inestinguibile. Il tempo passava e la necessità di vederci si faceva sempre più pressante. Lui però lavorava molto e non aveva tempo per fare un viaggio di un’ora per venire ad incontrarmi. Passò il tempo e la relazione si intensificò. Gli chiesi spesso di vederci, ma lui aveva sempre troppo lavoro e ogni volta trovava un impegno più grande per rimandare. Servizi fotografici, viaggi per promuovere il territorio, eventi musicali… viaggiava in continuazione per i suoi affari, ma non aveva tempo per venire da me. Finché non decisi di andare io a trovarlo. Lui si dimostrò entusiasta. Gli indicai i giorni con largo anticipo, gli dissi dove sarei stata… Era tutto perfettamente sincronizzato. Il giorno in cui arrivai nel suo paese lo cercai, non ci fu risposta. Passai 2 giorni a provare a sentirlo, senza invadere il suo spazio, semplicemente provando a capire. Non mi rispose mai. Passati i due giorni tornai a casa, con il cuore infranto quanto le promesse che ci eravamo fatti, quanto il sogno di un amore che pensavo vero e invece forse lo era solo per me. Il giorno dopo il mio rientro lui mi scrisse scusandosi ma il lavoro era stato tanto e non aveva avuto tempo, io non risposi all’inizio, ma poi pensai che io volevo essere diversa, lui per me quei 10 secondi li valeva, quindi gli dissi che non potevo restare appesa ad un qualcosa che per lui non valeva neanche un’ora del suo tempo, neanche i 10 secondi per mandare un messaggio e avvisarmi.
Lui sparí. Mi scrisse sporadicamente, provando a farmi invaghire di nuovo e farmi dimenticare tutto, ma poi sparí del tutto.
Poco tempo fa mi ha scritto di nuovo. Dopo anni. Ho risposto per educazione. Ammetto che per un attimo ho sentito di nuovo il sapore di quella vecchia scossa allo stomaco. Fortunatamente il mio cervello ha avuto più voce del cuore e ho voluto subito dirgli che per me le cose non erano cambiate e che, si mi faceva piacere sentirlo, ma non volevo farmi male di nuovo. La sua risposta è stata “Devi capire che io lavoro.”
Dopodiché è sparito di nuovo per giorni. Carica foto sui social, posta storie in continuazione di passeggiate, di cene con amici… Ma al mio messaggio non c’è risposta. Mai.
La prima domanda, la più spontanea è stata: dove ho sbagliato?
Ma la domanda giusta è:
Quanto valgo io davvero,
se non valgo nemmeno quei dieci secondi per una risposta?
Me lo domando da giorni. Mi chiedo perché io non riesca a trovare una sola persona per cui io possa valere quell’ora, quel minuto, quei dieci secondi. Perché alla fine per nessuno io valgo davvero la pena?
E la risposta è questa:
valgo tutto quello che ho dato con sincerità.
Valgo anche se qualcuno non lo vede.
Valgo anche se non torno utile,
anche se non sono intrattenimento serale.
Poi c’è l’altra domanda, quella esistenziale, quella che mi fa pensare: quanto siamo disposti a spendere, per amore?
Ad oggi, quanti sono davvero disposti a fare quel piccolo sacrificio, a mettersi in gioco, a fare dei passi, insieme, oltre le proprie paure, oltre le proprie idee, oltre le proprie condizioni? Quanti sono disposti a fare quel salto nell’ incerto, sicuri di farlo per amore e per questo farne valere la pena?
Quanto si è disposti a puntare per amore?
La risposta è semplice.
Tutto, se è vero.
Nulla, se siamo gli unici a donare.
E allora oggi non perdo più.
Non il mio tempo, non la mia luce, non il mio cuore.
Sarò sempre quella che ha saputo amare, ma non sarò più quella che aspetta in un silenzio vuoto, quella che dà tutto pur di essere amata, ma che non è degna neanche di avere un piccolo spazio.
Perché l’amore vero non è un premio da conquistare, non si riceve solo quando resta tempo.
L’amore vero accoglie, risponde, si fa presenza.
Anche solo per un istante, anche solo con un “ci sono”.
Io non voglio più rincorrere promesse che non sanno fermarsi.
Vorrei passi che si muovano insieme, mani che si tendano spontanee, cuori che non abbiano paura di esserci, davvero. E se non arriveranno, continuerò a camminare comunque, col mio passo gentile, con tutta la luce che porto, con il cuore pieno di amore in ogni caso.
Perché alla fine…
non ho più bisogno di chiedere quanto valgo, lo sto imparando ogni giorno, in ogni scelta in cui resto fedele a me stessa.
In ogni volta in cui smetto di rincorrere e ricomincio a respirare.

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