Per non disturbare…

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Ho smesso di fare colazione, perché l’idea di andare a scuola mi chiudeva lo stomaco.
La paura di non essere abbastanza era più forte della fame.
E mi vergognavo troppo per dirlo, per chiedere aiuto.
Ogni volta che provavo, le parole mi si bloccavano in gola,
come se non avessero diritto di uscire.

Così ho imparato a farmi piccola,
a non disturbare,
a sembrare sempre brava.
A scuola, a casa, ovunque.
Sorridere, anche quando dentro si incrinava qualcosa.
Essere educata, attenta, perfetta… come se da me dipendesse l’equilibrio del mondo.

Quello dei miei genitori restava un universo misterioso,
pieno di voci che non capivo del tutto,
ma una cosa mi era chiarissima:
quello che teneva insieme mia madre e mio padre era un filo sottile, un equilibrio precario.
E io, senza accorgermene, ho cominciato a muovermi in punta di piedi.
Ho creduto che, se fossi stata buona abbastanza, calma abbastanza, invisibile abbastanza, divertente abbastanza,
tutto sarebbe rimasto in piedi.

Forse per questo ho cominciato presto a sentirmi responsabile della felicità degli altri.
Come se, stando attenta, potessi evitare che tutto crollasse.
E così ho continuato anche da grande:
cercare di non pesare,
di non chiedere troppo,
di non sbagliare,
di non deludere.

Ma a forza di trattenermi, mi sono dimenticata come si respira.
Come si mangia una fetta di pane senza sentirsi in colpa.
Come si ride senza pensare se qualcuno si offenderà.
Come si vive davvero.

Un giorno, però, qualcosa si è spostato dentro.
Un piccolo sì al posto di un vecchio silenzio.
Un respiro lasciato uscire intero.
E ho capito che la vita non chiede di essere perfetti,
non vuole equilibrio a ogni costo,
chiede solo una cosa:
che ci siamo.

Con le mani che tremano, con le parole impastate, con le colazioni saltate e i sorrisi veri.
Con tutto quello che siamo.
Presenti.

E se ogni tanto ti sembra di disturbare,
se pensi che per esistere tu debba scusarti…
ascoltami:
non è vero.
Hai il permesso di essere.
Hai il permesso di respirare.
Hai il permesso di vivere, anche se non rendi felice nessuno.

Puoi ridere, puoi piangere, puoi splendere…
Anche solo per te.

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