parete vuota

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Il vero problema sono io.
Sono io che credo sempre a tutti, che mi fido, che ascolto quando mi dicono che mi hanno cercata per chi sono, non per quello che faccio. Il problema sono io che mi illudo che magari stavolta è vero, che magari stavolta davvero sono arrivati per restare, magari stavolta davvero ne vale la pena provarci.
E poi tutte le volte finisce così: con un silenzio che al di fuori non fa niente, ma dentro fa risuonare tutto il vuoto.
Che posso contare solo su di me è vero, lo so, ne sono perfettamente consapevole, ma a volte sentire quell’eco che risuona di silenzio fa così tanta paura.
E allora niente, anche questa volta lasciamo che il vuoto risuoni, seduta al centro della stanza con le pareti spoglie. Di spazio ce n’è, ce n’è per tutto, per tutti, ma le pareti resteranno spoglie, come sono sempre state, come forse  sempre saranno. Di tanto in tanto appendo foto, uso le puntine, perché i chiodi sarebbero troppo fissi. Poi, quando le tolgo o si tolgono da sole, nella parete resta il buco. E cosi è quella stanza: piena di vuoto, piena di buchi lasciati da chi ci si è appeso temporaneamente e si è portato via un pezzo di intonaco.
La parete c’è, resta in piedi, ma resta vuota.
Vuota come ormai mi sono convinta di essere, vuota perché per nessuno vale la pena restare a vedere cosa c’è realmente dentro.

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