con lentezza, con cura…

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Da bambina, i miei capelli venivano tagliati spesso, molto corti. Per comodità, per mancanza di tempo, perché curarli richiedeva attenzioni che, forse, nessuno aveva imparato a dare.
Io, però, osservavo.
Vedevo le altre bambine con i capelli lunghi, pettinati con amore, intrecciati con cura… E cresceva in me il desiderio sottile di quella delicatezza! Di mani pazienti, di dita che scorrono leggere tra le ciocche, di qualcuno che si prendesse cura anche solo per un istante di quella testolina tra le nuvole. Perché io non potevo avere quelle bellissime trecce morbide??
Così, crescendo, li ho lasciati crescere anch’io.
Lunghi.
Lunghissimi.
Come un modo tutto mio per recuperare quello spazio d’amore mancato, come una promessa alla bambina che ero:
“Un giorno, qualcuno lo farà, ma intanto, lo faccio io per te.”
Stasera dopo la doccia, mentre li asciugavo e mi pettinavo lentamente, ho sentito quella mancanza farsi presenza. Ho desiderato, senza rumore, una carezza che non arrivasse da me. Una mano che dicesse, senza parole: “Sono qui. Ti vedo. Ti sciolgo piano i nodi, senza far male.”
Ma questa dolcezza non è sempre facile riceverla.
Non sempre si può trovare qualcuno che provi a districare quei nodi.
Non sempre siamo capaci di ricevere quella dolcezza, dopo tanti e tanti anni in cui hai imparato che i nodi te li sciogli da sola.
E allora ho preso e ho lasciato la spazzola sul comodino, come si lasciano i sogni vicino al cuscino. Con la speranza silenziosa che un giorno, mani gentili la raccolgano e, senza dire nulla, mi accarezzino piano i pensieri sparsi tra i capelli.
Nel frattempo, continuo a pettinarli da sola.
Con lentezza, con grazia.
Come farebbe una madre d’anima.
Con lentezza, con cura.
Con la stessa tenerezza
che un giorno, forse, saprò anche ricevere. 💜

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