C’è un silenzio che non tace,
vive.
Respira piano,
tra le vene dell’erba
e le mani larghe degli alberi.
È il silenzio della radura,
quella che si apre all’improvviso
nel cuore del bosco,
come un respiro che si allarga
dopo aver trattenuto tutto.
Lì
il tempo smette di correre.
Le parole si siedono.
La terra ascolta.
Non serve dire.
Non serve capire.
Basta restare.
Tra i tronchi che non chiedono nulla,
tra la luce che cade in obliquo
come una carezza senza motivo,
tu esisti.
E tanto basta.
C’è un silenzio che accoglie,
che non ha paura delle pause,
che sa custodire il tuo nome
anche se non lo pronunci.
È fatto di foglie e di attese,
di muschio e di battiti.
Non consola,
ma resta.
Non promette,
ma abbraccia.
E tu,
seduta in quel margine gentile,
scopri che a volte
non sei tu a cercare la pace…
è lei che ti trova,
dove ti permetti di respirare.
E io,
che credevo di essermi persa,
mi sono ritrovata
nel posto più silenzioso del mondo.
Nel solo che sapeva
pronunciare il mio nome
senza far rumore.
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