La carezza degli occhi

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Ci sono giorni in cui il mondo non lascia respiro.
Appuntamenti, parole, rumori, passi veloci tra le cose da fare.
E poi quelle ore in cui ti trovi davanti a te stessa e ti scopri fragile, affaticata, piena di nodi ancora da sciogliere.
Giorni in cui avresti bisogno solo di silenzio, di una stanza quieta, di un tempo tuo per far sedimentare tutto.
E invece no. Devi correre ancora, devi stare in mezzo alla folla, devi restare sveglia anche quando dentro vorresti solo chiudere gli occhi.

Oggi è stato così.
Un giorno pieno, un giorno scomodo.
Eppure.

Eppure è bastato un attimo.
Un incontro veloce, in mezzo al tutto.
Uno sguardo.
E quegli occhi — quegli occhi — hanno rimesso tutto a posto.
Non so bene come succeda,
Ma quando li incontro, dimentico la fatica, il dolore alla schiena, la confusione nella testa.
È come se la mia anima si acquietasse all’istante, come se qualcosa in me dicesse: “Sei qui, allora posso respirare.”

Non sempre ricordo ogni dettaglio del suo volto.
A volte la memoria sfuma i contorni, come fa il tempo con le fotografie lasciate al sole.
Ma i suoi occhi no.
Quelli li porto dentro come una ferita dolce, come una luce incisa, come una certezza che non si spegne.

Quando due occhi ti accarezzano l’anima e ti regalano il cielo,
non puoi non scrivere di loro.

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