Ci sono giorni in cui gli occhi si posano sulle piccole cose quasi senza volerlo.
Un fiore cresciuto tra le crepe dell’asfalto, un raggio di luce che attraversa la finestra con la precisione di un dono, il battito d’ali improvviso di un uccello tra i rami.
Sono dettagli che sembrano minuscoli eppure, a guardarli bene, portano con sé un significato più grande.
Forse è proprio in queste piccole epifanie che si impara ad allenare lo sguardo:
a vedere non solo ciò che accade fuori, ma anche ciò che ci si muove piano dentro.
Come se, osservando la bellezza che sboccia all’improvviso nel mondo, riuscissimo a fare spazio anche a quella, più fragile e nascosta, che si affaccia dal nostro cuore.
Ci sono giorni in cui il passo è incerto, e qualcosa dentro si prepara a varcare una soglia.
Non sempre si sa dove porterà, né cosa accadrà davvero.
Ma anche l’attesa, a volte, è un dettaglio prezioso:
un battito che accelera, un pensiero che ritorna, un desiderio che si affaccia piano, senza rumore.
Forse la bellezza sta tutta qui:
nel lasciare che i dettagli ci parlino, ci preparino, ci accompagnino.
Perché a volte basta poco: un’ombra, un riflesso, una sfumatura.
E qualcosa dentro di noi si mette in ascolto.
E allora anche una giornata qualunque può diventare lieve,
come se, nel silenzio di certi istanti, qualcuno ci sussurrasse che
nonostante tutto, siamo già un po’ più vicini a noi stessi.
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