C’è un istante che non fa rumore.
Non arriva come un tuono,
ma come una luce lieve all’alba,
quando capisci che a volte non si può restare
dove spazio per te non c’è.
È quella quieta consapevolezza che scivola nel cuore
dopo aver provato, a lungo,
a farsi posto in un mondo che non ti contiene.
Non si smette di amare.
Anzi, forse è proprio perché si ama
che si impara a non stringere, a non bussare più.
Non perché non si desideri entrare,
ma perché non si vuole forzare nessuna soglia.
Così, resti in ascolto ancora un po’,
poi fai un passo indietro,
e lasci andare senza spegnere.
Perché ci sono amori che restano accesi
anche quando non scaldano più da vicino.
E magari sì,
da qualche parte lo sai:
amare davvero è anche questo.
È non trattenere,
è rispettare la distanza scelta da chi si ama.
È accogliere la possibilità che, in certe storie,
la tua presenza sia stata solo un passaggio
e non una casa.
Eppure, mentre ti allontani,
nel cuore resta una piccola luce gentile,
quella che sa amare senza chiedere di tornare.
Amare una volpe, a volte,
è lasciarla correre tra i rovi
senza seguirne le orme,
accettando che il tuo posto
non sia accanto,
ma nei silenzi che l’hanno accolta,
nei gesti leggeri che non hanno chiesto nulla,
nella luce gentile che l’ha sfiorata senza fermarla.
E allora anche il passo che si allontana
diventa forma d’amore.
Non sei più parte del suo cammino,
ma resti presenza sottile
nelle sue albe più quiete.
Perché amare davvero
è saper lasciare andare
con il cuore che tace,
e una carezza intatta
tra le foglie del ricordo.
“Ci si vede presto, nei sogni degli altri. Tu vai dove vuoi che non vengo a cercarti”

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