La memoria ha il suono di una nota- Traccia 8 – “All Too Well (10 Minute Version)” – Taylor Swift

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Chiamarla canzone è riduttivo. È un viaggio di dieci minuti in cui Taylor Swift ti prende per mano e ti conduce, passo dopo passo, dentro la storia che ha scelto di raccontare. Non ti lascia spettatore: ti fa sedere accanto a lei, ti fa guardare fuori dai suoi stessi occhi. E tu resti lì, come un bambino che ascolta, incapace di interrompere la magia.

Il bridge è un urlo dolente che ti costringe a cantarlo con lei, a prestare la tua voce al dolore, quasi per alleggerirlo. È devastante e liberatorio insieme.
Ed è proprio questa sua capacità di raccontare che mi colpisce: la precisione nel cucire ogni emozione con le parole giuste, fino a farti sentire che quella sia anche la tua storia.

C’è un verso che mi colpisce come un pugno e una carezza allo stesso tempo:
“I’m a crumpled up piece of paper lying here, ’cause I remember it all too well.”
Un pezzo di carta accartocciato dalla vita, lasciato lì a terra, che però ricorda tutto.

Ecco, io ricordo tutto.
Anche ciò che vorrei dimenticare.
E quando la memoria pesa, la scrittura diventa il mio modo per respirare. Metto ogni emozione, ogni lacrima, ogni sorriso sopravvissuto dentro pagine di diario. Scrivere per me non è mai stato un semplice passatempo: è una necessità, un filo teso tra me e me stessa per non perdermi. È il modo in cui traduco il caos in qualcosa che posso guardare negli occhi senza paura.

Taylor lo fa con le sue canzoni. Io con le mie parole.
“All Too Well” è un promemoria che le storie, quando le porti dentro, ti abitano sempre. Alcune restano ferite, altre diventano cicatrici. E ogni volta che quella melodia torna, è come riaprire un cassetto pieno di frammenti di vita… che, sì, ricordo fin troppo bene.

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