A volte sembra che ci sia un solo modo giusto di stare al mondo.
Correre.
Produrre.
Essere felici a tutti i costi.
Parlare di sé, mostrarsi forti, andare avanti.
Sempre avanti.
Ma io non so vivere così.
O almeno…
non sempre.
Ci sono giorni in cui mi sento fuori tempo.
Fuori luogo.
Come se il mio modo di stare al mondo fosse un’altra lingua,
un altro ritmo.
Un passo più lento,
più silenzioso.
Un desiderio semplice:
fermarmi.
Ascoltare davvero.
Essere gentile.
Essere per qualcuno,
non solo con qualcuno.
Vorrei poter camminare con chi non scappa,
parlare con chi ascolta senza fretta,
avere accanto qualcuno che resta
anche nei giorni in cui non ho nulla da offrire.
Non so se c’è ancora spazio,
in questo mondo che corre,
per chi sente tutto più forte
e ama senza misura.
Ma io resto così.
Fuori tempo, forse.
Ma piena.
Intera.
Con il cuore aperto,
anche se a volte fa male.
E se da qualche parte,
tra il rumore e la corsa,
c’è un’anima che cammina piano
e sente il mondo come me…
che possa fermarsi un po’…
A restare.
A respirare insieme.
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