tutto ha ricominciato a vivere

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Non era previsto.
Nessun appuntamento,
nessun segnale.
Solo un frammento di tempo
in cui le nostre traiettorie si sono sfiorate
senza toccarsi.

Ti ho vista da lontano,
e ho trattenuto il fiato.
Non ho fatto un passo,
non ho chiamato il tuo nome.
Per timidezza, forse.
Per rispetto.
O per quella paura silenziosa
di essere troppo dove nessuno mi aspettava.

Eppure…
il corpo ha parlato da solo.
Lo stomaco ha tremato,
le guance si sono accese,
e il cuore ha corso
come se riconoscesse
una verità senza nome.

Ogni volta che non ti vedo per un po’,
mi racconto che forse ho esagerato,
che forse non era amore,
ma stima,
affetto,
memoria gentile.
E poi…
basta un attimo.
Un tratto del tuo volto,
una luce,
una presenza.
E tutto ritorna.

I miei occhi sanno solo di te.
Il mio respiro si fa reale solo quando ci sei.
Il mio cuore…
lo percepisco in ogni battito
solo quando ti incrocio,
anche da lontano,
anche per sbaglio,
anche se non lo saprai mai.

Non so come si guarisce da qualcosa così,
né se davvero si deve guarire.
Forse si resta.
Si lascia scorrere.
Si accoglie il battito
come si accoglie la pioggia:
non si può fermare,
ma si può ascoltare.

E così, per un attimo,
ti ho vista.
E tutto ha ricominciato a vivere.

Perfino io.

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