Il bacio silenzioso Luna e Marte, 27 luglio 2025

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Stanotte ho fotografato un bacio.
Un bacio tra due luci lontane, che per un attimo si sono avvicinate: la Luna e Marte, sospesi nel buio, a sfiorarsi senza toccarsi davvero.
Ho scattato con le mani che tremavano un po’, cercando appigli tra scatole, finestre e respiri, perché non ho un treppiede ma ho la tenacia.
E un amore profondo per il cielo.

Quando ho rivisto lo scatto, mi sono emozionata.
Lì, in quell’immagine, c’erano tutto il mio sguardo, tutta la mia attesa, tutta la meraviglia di uno spazio infinito e pulsante sulle nostre teste così minuscole in confronto.
Marte brillava davvero, come se fosse stato incollato nel cielo sopra la Luna da un bambino con le mani piene di colla — e invece no, era lì, vero, presente, catturato dal mio obiettivo e dal mio cuore.

E poi… mi sono voltata.
Cercavo qualcuno a cui dire: “Guarda! È reale! L’ho visto! L’ho sentito!”
Ma c’era silenzio.
Scorrevano nomi, contatti, presenze vuote.
E l’istinto, lo ammetto, è stato pensare alla persona che, forse, avrebbe potuto capire.
Ma non era il momento.
E allora sono rimasta lì, da sola, con le lacrime che non sapevano se essere di gioia o di nostalgia.

A volte la bellezza ci attraversa così forte che vorremmo subito condividerla.
E quando non possiamo… fa male.
Come se la meraviglia avesse bisogno di due cuori per brillare del tutto. Ma se l’altro cuore non c’è? Ci è forse proibito brillare nonostante tutto? Ci è forse proibito vivere l’emozione in silenzio e senza che nessuno se ne accorga?

Eppure, ora la lascio qui. Nel silenzio di un molo che forse nessuno ha davvero visitato mai.
Questa foto.
Questo frammento.
Questo piccolo bacio celeste che mi ha fatto sentire viva.
Lo affido a Naiara, a chi forse passerà per caso.
O forse no.

Non conosco nulla con certezza,
ma la vista delle stelle —
e la mia voce che resiste —
mi fa ancora sognare.

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