A volte non serve essere al centro del dolore
per sentirlo arrivare comunque,
come vento da una finestra socchiusa,
come pioggia che entra sotto la pelle
anche quando tieni l’impermeabile.
Non servono legami stretti.
Basta uno sguardo,
una voce che trema,
una bara che passa
e il cuore si piega.
Come se ogni perdita del mondo
si appoggiasse un po’ sul tuo petto.
E tu sei lì.
Composta. Presente.
Con quel volto che hai imparato a indossare:
il volto della vicinanza rispettosa,
della forza che non crolla mai davanti agli altri.
Ma nessuno vede quanto costa reggere così.
Nessuno sa quante volte hai desiderato
un posto dove non dover tenere in piedi niente,
neanche te stessa.
Un angolo del mondo dove si possa semplicemente
lasciare andare tutto, anche solo per un istante.
Ma ora non puoi.
Ora non ti è concesso.
E allora senti tutto senza filtri,
senza tregua,
senza un luogo dove posare il dolore.
Senti troppo
e non sai dove metterlo.
Ti spezzi in silenzio
per restare intera davanti agli altri.
E mentre fuori tutto continua,
io resto qui,
a imparare come si fa
a sentire tutto
senza scomparire.
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