Para Aurora con amicizia. Luís.

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Non fu solo una firma.
Era maggio, e lui era lì, sotto scorta,
tra il rumore confuso dei passi e delle copertine lucide.
Io aspettavo, con il cuore in punta di piedi,
e lui mi donò una parola che non era di circostanza.
Scelse amicizia.
Una parola che si regala con cura,
non si getta a caso su carta.

Cinque minuti.
Un istante che non fu breve,
perché certe presenze sanno restare
anche quando se ne vanno.
Lui, che aveva fatto della parola un riparo,
del silenzio un grido,
scelse di scrivere il mio nome come fosse conosciuto,
e di legarlo a qualcosa che accoglie.

Da allora, questo libro non è solo un libro.
È una soglia.
Un piccolo altare nascosto tra le pagine,
dove la voce di chi ha creduto nella luce
mi ricorda che anche un incontro fugace
può lasciare radici.

E che l’amicizia, scritta con la mano tremante della verità,
è una forma di eternità.

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