Oggi ho trovato una ricetta.
Non una qualsiasi.
Una di quelle scritte con la calligrafia che trema un po’,
tra una macchia d’olio e un sorriso antico.
Una di quelle che sanno di grembiuli legati in vita
e di pomeriggi lenti,
dove l’amore si mescola con la farina senza far rumore.
Era la prima volta che provavo a farla.
Eppure le mani andavano da sole,
come se ricordassero ciò che io avevo dimenticato.
Come se lei, la nonna, fosse lì,
a guidarle piano,
senza parlare.
Poi è arrivato il profumo.
Quello che invade ogni cosa.
Che riempie la cucina,
che spalanca la memoria.
Ed è lì che ho sentito il cuore stringersi
come una soglia da attraversare a occhi chiusi.
Mi sono venuti i lucciconi.
Di quelli che non fanno male.
Che sgorgano per troppa dolcezza,
perché certe presenze non se ne vanno mai davvero.
Restano nel sapore di un impasto,
nell’odore che torna all’improvviso,
nelle mani che cucinano e accarezzano allo stesso tempo.
E così oggi, in silenzio,
ho ritrovato casa.
Lascia un commento