Ci sono giorni in cui non mi appartengo.
Giorni in cui resto seduta accanto a me senza riuscire a toccarmi davvero.
Giorni in cui torno bambina tra adulti che non mi hanno mai conosciuta davvero
e indosso ancora, senza volerlo, i vecchi vestiti del silenzio.
In questi giorni non sono libera.
Non posso muovermi, non posso respirare a fondo, non posso brillare.
E tutto ciò che sono davvero,
quello che tengo tra le costole,
quello che ho imparato ad amare anche a fatica,
viene chiuso in un cassetto.
Come una cosa da nascondere.
Ma io non mi dimentico.
Io mi tengo.
Anche oggi.
Anche qui.
Mi tengo nelle parole che non riesco a dire,
nello sguardo che abbasso per non spezzarmi,
nella voglia di urlare che si trasforma in respiro lento.
Mi tengo anche nel rifugio invisibile che porto con me.
La mia casa segreta.
Il mio angolo di cielo.
E anche se fuori non posso essere me,
in questo luogo, ogni parte di me è accolta.
Anche quella che piange.
Anche quella che desidera.
Anche quella che non sa più dove stare.
Oggi, come ogni volta che tutto stringe,
ritorno qui.
E mi siedo.
E sussurro:
“Non ti ho persa.
Anche se nessuno ti vede…
io ci sono.”
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