Hold my hand…

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A volte non serve una voce forte, ma una mano tesa.

Non serve dire tutto.
Non serve spiegare.
Ci sono giorni — o notti — in cui il dolore resta lì, addosso come nebbia, e l’unico gesto che ha davvero un senso è una mano che si offre, silenziosa.

Una mano che non trascina.
Non forza.
Ma resta.
Ferma, calda, presente.
Una mano che ti dice “non sei sola”, senza doverlo pronunciare.

Stringere una mano è un patto gentile:
non ti prometto che passerà,
ma ti prometto che resterò qui,
accanto al tuo dolore,
fino a che il buio non farà meno paura.

E se non hai nessuno a portata di mano…
appoggia la tua sul cuore.
Chiudi gli occhi.
E immagina che ci sia qualcuno che, senza parole, la stringa piano.
Perché anche così, in silenzio,
qualcuno ti ha già raggiunta.

Stringi la mia mano, anche solo con il pensiero. Io resto.

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