C’è un silenzio che fa rumore.
Non quello delle stanze vuote,
ma quello che ti porti dentro anche in mezzo alla gente.
Un silenzio che non si sente,
ma che pesa sulle spalle come una coperta umida.
Che non urla, ma fa eco in ogni pensiero.
Ci sono giorni in cui non hai voglia di parlare,
e non perché non ci siano cose da dire,
ma perché non sai più da dove cominciare.
Giorni in cui resti in disparte,
non per orgoglio,
ma perché temi di essere troppo…
o troppo poco.
E allora il silenzio diventa rifugio,
ma anche prigione.
È lì che impari ad ascoltarti,
ma anche a sentire tutta la mancanza di chi non ti ascolta più.
Eppure, nel cuore più profondo del silenzio,
a volte…
si sente un battito.
Il tuo.
È la prova che ci sei.
Che esisti ancora,
anche quando nessuno ti chiama per nome.
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