Le foto non piangono, ma sanno custodire…

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Oggi ho ritrovato una vecchia foto.
Una di quelle che sembrano silenziose, ma che appena le guardi ti urlano dentro piano.
C’era lei.
La cagnolina che è cresciuta con me, la mia compagna segreta di giornate buone e di quelle da dimenticare.
Non parlava, ma capiva. Sempre.
Mi trovava anche quando io non volevo essere trovata.
E se piangevo, lei piangeva con me.
Ti giuro che lo faceva davvero. Si accoccolava al mio fianco e lasciava che la sua tristezza si mischiasse alla mia, come a dirmi: “Ci sono. Piango anche io, per non lasciarti sola.”

Quando è arrivato il tempo del suo ultimo sonno, non mi ha salutata come fanno tutti.
È venuta a cercarmi, ha scelto il punto più vicino a me che potesse raggiungere, sotto la mia finestra.
E lì si è addormentata.
Per l’ultima volta. Ma con me. Sempre con me.

Oggi quella foto mi ha fatto tornare tutto.
Le corse. I silenzi. Gli abbracci senza mani.
E ho pensato che le foto non sono solo immagini stampate.
Sono custodi di un tempo che ci ha cambiato, che ci ha amati, che ci ha lasciati migliori.
Sono piccoli scrigni che sanno riportarti lì, dove tutto era vero, anche senza bisogno di parole.

E allora grazie.
A quella foto.
A lei.
Alla memoria che non muore, ma si trasforma in luce dolce, come un’orma leggera che non si cancella mai, ma brilla sempre.

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