A volte mi sento una stella marina sul marciapiede.
Come se fossi finita qui per sbaglio.
Io, che sono nata per ascoltare il silenzio delle profondità,
per danzare nei riflessi liquidi,
per cercare bellezza anche nei dettagli nascosti sotto la sabbia…
mi ritrovo in un mondo che corre,
che salta le righe,
che non guarda in basso.
Io guardo le nuvole.
Raccolgo foglie cadute come fossero messaggi.
Mi fermo davanti a un fiore nato nel cemento
e gli sussurro “ce l’hai fatta”.
Cerco il senso delle cose,
anche quando sembrano non averne.
Ma a volte è difficile.
Perché questo mondo sembra chiederti di non sentire troppo,
di non guardare troppo a lungo,
di non essere così.
E allora mi sento fuori posto.
Come una stella marina buttata via dal suo mare,
su un marciapiede qualunque.
Strana.
Incompresa.
Fuori dall’acqua e dal tempo.
Eppure, anche qui,
continuo a portarmi dentro l’eco del mare.
La sua voce.
La sua verità.
E continuo a credere che non sia inutile essere così.
Che prima o poi, da qualche parte,
qualcuno riconoscerà la mia forma,
la mia sete di cielo e di senso,
e non penserà che sono “troppo”.
Solo… una stella marina in cerca del suo mare.
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