non si può chiedere alle onde di restare

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Certe assenze hanno il suono del mare
quando lo cerchi e non lo trovi,
ma ne porti l’eco dentro.

Mi mancano i tuoi occhi
come manca il mare:
non per ciò che si vede,
ma per quello che si sente restando fermi a guardarlo.

Mi manca il modo in cui sanno tacere,
come fa il mare nelle sere in cui non ha fretta.
Mi manca quel riflesso quieto
che rassicura anche senza toccare.

E so che non si può chiedere alle onde di restare,
ma si può camminare sulla sabbia lasciando che ogni passo
ricordi la carezza del loro passaggio.

Così ti penso.
Come si pensa al mare
quando l’orizzonte è quieto,
ma dentro…
dentro c’è il suono del ritorno.

E se stanotte i tuoi occhi guardano altrove,
sappi che, da questa sponda,
c’è chi li ricorda con la stessa dolcezza
con cui si attende un’onda lontana.

Un pensiero silenzioso…
che sa di mare calmo
e di abbracci tenuti a mente.

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