Ogni sera, la stessa promessa

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C’è stato un tempo – che poi è ogni sera –
in cui ho avuto un appuntamento con la luna.

Non uno solo, ma molti.
Tutti diversi, come diverse sono le lune che ho trovato fuori dalla finestra:
una volta timida e sottile,
una volta sfacciatamente piena,
una volta nascosta dietro le nuvole,
una volta ferma e limpida come un pensiero che non riesci a lasciare andare.

Io la cercavo, lei si lasciava trovare.
Scattavo una foto, non per vanità,
ma come si conserva una lettera d’amore,
quando non si sa se chi l’ha scritta leggerà mai la tua risposta.

Quelle immagini non sono scatti.
Sono promemoria di una fedeltà silenziosa.
Sono lettere mai spedite, ma scritte lo stesso.
Ogni sera, una luna diversa.
Ogni sera, la stessa promessa:
“Ti ho cercata anche oggi. Sei ancora qui.”

Non mi ha mai parlato, la luna.
Ma a modo suo, mi ha sempre risposto:
con una forma, con una luce, con un modo tutto suo di stare.

E così, sera dopo sera,
ho continuato a raccogliere il cielo come si raccolgono briciole di presenza,
per ricordare che anche chi è lontano
può trovare un modo per restare vicino.

Così, ogni sera,
continuo a scriverle senza penna,
a confidarle la mia anima in eccesso.
E forse lei non risponde davvero,
ma ogni tanto
brilla un po’ di più.

Come per dirmi:
“Ho letto tutto. Ti ascolto ancora.”

E anche stanotte,
conservo il suo riflesso tra le mani
come si custodisce una risposta attesa:
non detta,
ma sentita.

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