Stasera la luna sembra trattenere il fiato,
una virgola di ombra sul suo volto,
l’ultima piega prima del compimento.
È lì, sospesa, come un desiderio non ancora detto,
una parola sulla punta delle labbra del cielo.
E io la guardo,
da giorni la seguo, la fotografo, la custodisco.
La osservo crescere lentamente,
farsi più luminosa, più viva, più vicina.
Come un cuore che batte appena sotto la pelle del mondo,
e ogni notte pulsa un po’ di più.
Domani sarà piena.
Domani si offrirà tutta,
senza riserve, senza macchie.
Ma stanotte…
stanotte è il quasi che mi incanta,
quella bellezza imperfetta che ancora non esplode,
che ancora si lascia aspettare.
E io la amo così,
a un respiro dalla luce intera.
Perché anche l’attesa,
quando è abitata con amore,
è già meraviglia.
E mentre il mondo si addormenta,
io resto qui,
a vegliare il suo ultimo passo verso la luce,
come si fa con chi si ama
e non si smette mai di aspettare,
anche quando è già quasi arrivato.
E resto qui, ogni sera,
a guardarla farsi piena.
Non per sapere quando accadrà,
ma per il puro incanto
di esserci mentre succede.
Lascia un commento