un pennello all’anima di chi legge…

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Ci sono parole che non descrivono, ma sussurrano.
Non mostrano, ma evocano.
Sono quelle che non dipingono un quadro preciso, ma porgono un pennello all’anima di chi legge.

Perché ci sono tramonti che nessun obiettivo saprebbe catturare.
E sogni che solo le parole sanno disegnare, sfiorando corde invisibili.

Scrivere è questo, a volte:
non spiegare, ma accennare.
Non chiudere, ma aprire varchi.
Lasciare che chi legge ritrovi sé stesso tra le righe, come in una stanza che sa di casa anche se non ci è mai stato.

Scrivo per questo.

Per regalare cieli aperti a chi intorno ne vede solo chiusi.

Scrivo perché, anche solo in questo posto, forse visto da nessuno, forse neanche considerato, mostrare l’anima è più semplice se significa regalare un nuovo cielo a qualcuno.

Così ogni frase può diventare un cielo nuovo.
Ogni pausa, un colore che muta.
Ogni parola, un piccolo invito a guardare oltre… e dentro. Sempre in cerca di luce.

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