Il cielo sembra incendiarsi piano nel tramonto di stasera.
Non fa rumore, si lascia tingere, come se qualcuno, da lontano, gli stesse sussurrando di lasciarsi andare.
E lui obbedisce, docile, innamorato.
Pennellate di rosa, arancio, porpora e oro si stendono sull’orizzonte, come se un pittore innamorato, ogni sera, ritrovasse la forza di credere ancora nella bellezza.
Ogni sfumatura è una carezza, un ricordo, una poesia che non ha bisogno di parole.
Poi, pian piano, tutto si spegne.
Il giorno si rannicchia nel grembo della notte, e il cielo si fa silenzioso.
Resta un’eco morbida di luce sulle cose.
La brezza diventa più fresca, l’aria più gentile, come se l’universo volesse dirti: “Puoi posare tutto ora. Sei al sicuro.”
E così, si entra nella notte.
Come rifugio solo tuo.
È il tempo del riposo, della resa dolce.
È il tempo in cui i sogni prendono il posto dei pensieri, e la luna tiene compagnia ai cuori in cerca di quiete.
Sotto questo cielo che si placa, c’è spazio per respirare piano.
Per lasciare andare, per sperare ancora.
E affidarsi, ancora una volta, alla promessa silenziosa di un domani.
Lascia un commento