A volte non è tristezza, non è rabbia, né dolore.
È solo stanchezza.
Una stanchezza che non si può misurare in ore di sonno, ma in quanti frammenti di sé si sono lasciati per strada.
Una stanchezza che non si posa sul corpo, ma sull’anima.
Ci sono giorni in cui ci si sente come burro spalmato su troppo pane:
troppo sottili, troppo esposti, troppo.
E si vorrebbe solo raccogliersi tutta in un angolo silenzioso,
riposare nelle proprie mani senza dover dare nulla,
senza dover essere altro che presenza che respira.
Se anche tu, oggi, ti senti così,
che tu possa almeno trovare un luogo, una parola, una carezza, un abbraccio
dove non dover spiegare niente.
Solo essere. Solo restare. Solo, finalmente, rallentare.
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