un battito che somiglia al tuo

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Di notte, il mare dimentica il frastuono del giorno.
Si fa lento, profondo, quasi pensoso.
Non urla, non corre.
Accoglie.

“Ti aspettavo.”
Lo dice senza fretta,
mentre accarezza la riva come fa con tutte,
ma a te sembra che lo faccia in un modo diverso.
Come se riconoscesse i passi che tremano,
le mani che stringono ricordi,
gli occhi pieni di sogni stanchi.

“Non devi spiegare nulla,”
sussurra ancora.
“Qui puoi semplicemente essere.”

E allora resti.
C’è una bellezza che appartiene solo alle cose che resistono in silenzio:
una conchiglia nella sabbia,
un sogno non detto,
una speranza che torna con la marea.

Le onde non hanno bisogno di sapere dove vanno.
Arrivano, si piegano, sfiorano la riva e poi si ritirano.
Come certi pensieri.
Come certi amori.

E tu resti lì,
con i piedi immersi nell’acqua scura e il cuore un po’ più leggero,
a guardare il cielo specchiarsi nell’invisibile.

Perché certe notti non si spiegano.
Si sentono.
E si ricordano.
E se ti capita di passare accanto al mare, di notte…
non domandare nulla.
Ascolta.
Potrebbe raccontarti di te,
meglio di chiunque altro.
Perché ogni onda, in fondo,
è un battito che somiglia al tuo.

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