In un battito d’ali…

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C’è qualcosa nelle rondini che somiglia all’anima.
Nel modo in cui sfiorano il cielo senza mai graffiarlo,
nell’arte leggera con cui ritrovano la strada di casa,
anche dopo interi cieli dimenticati.

Le guardo danzare,
così piccole,
eppure capaci di attraversare il mondo per tornare dove hanno imparato a volare.
Come se il cuore avesse una memoria che le mappe non conoscono.

Le rondini non si fermano mai davvero,
ma sanno posarsi.
Sanno riconoscere un tetto, una fessura, un luogo che ha il sapore del prima.
E lì si lasciano andare.
Come se il cielo avesse fatto pace con la terra per un istante solo.

A volte vorrei essere rondine anch’io.
Per capire meglio da dove si torna
quando non si sa più dove si appartiene.

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