singhiozzi nel buio…

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Stanotte ho sognato il dolore di chi non sa contenere la propria forza.

Mi è successo qualcosa che capita raramente:
mi sono svegliata da un sogno piangendo davvero.
Lacrime vere, singhiozzi nel buio,
come se il cuore non avesse capito che era solo un sogno.
O forse… perché non lo era.

Nel sogno, avevo un compito:
prendermi cura di un bambino.
Un bambino che aveva poteri troppo grandi per la sua età,
troppo instabili, troppo oscuri.
Un bambino che faceva paura agli altri,
che nessuno voleva vicino.
Un bambino isolato perché non riusciva a controllarsi.

Nel sogno, avevo paura anche io…
ma mi avvicinavo lo stesso.
Perché vederlo solo mi faceva più paura ancora.
E piano piano, riuscivo a parlargli.
A rassicurarlo. A farlo giocare.
A fargli credere che poteva essere visto per qualcosa di diverso dalla sua furia.

Ma il mondo, come spesso accade,
ha fatto di tutto per riportarlo al margine.
E lo ha provocato, stuzzicato, ferito…
finché quel bambino ha perso il controllo.
E la sua forza è esplosa.
Talmente potente da distruggerlo.

Nel sogno, lo vedevo consumarsi davanti a me.
Non capiva cosa stesse succedendo al suo corpo.
Aveva paura.
Io non potevo toccarlo.
Ma restavo lì.
Piangendo.
Cantando piano le sue canzoni preferite,
per fargli sentire che non era solo.
Che qualcuno era con lui,
fino alla fine.

E prima di sparire,
quel bambino mi ha chiesto scusa.
E io gli ho risposto che non era colpa sua.
Che è questo mondo, a volte, a essere troppo per chi sente troppo.
Per chi non sa ancora contenere la propria luce e la propria ombra.
Per chi ha poteri grandi, ma un cuore piccolo e spaventato.

Mi sono svegliata con il petto pieno di pianto.
E ancora adesso, sento che quel bambino esiste.
Dentro qualcuno.
Dentro di me.
O forse… dentro ogni creatura che non è mai stata accolta abbastanza per potersi sentire al sicuro nella propria potenza.

Ci sono forze che non andrebbero contenute.
Andrebbero solo amate abbastanza.

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