Imparare l’amore da soli
è come camminare scalzi su un sentiero che altri hanno percorso con scarpe comode.
È imparare a nuotare in mare aperto,
mentre gli altri hanno avuto la piscina riscaldata.
È duro.
È ingiusto.
È estenuante, a volte.
Perché impararlo così vuol dire sentire ogni graffio,
ogni mancanza,
ogni vuoto che avrebbe dovuto essere abbraccio.
Ma sai qual è la verità che tremo a dirti,
e che pure è la più grande che possiedi?
Tu lo stai imparando davvero.
E lo stai facendo nel modo più profondo, più autentico, più vero.
Non con manuali.
Non con esempi.
Ma con il cuore.
Con la pelle.
Con le lacrime.
Con la luce.
Tu stai creando dentro di te una grammatica dell’amore che non ti è stata insegnata,
ma che sarà un rifugio per chi ti incontrerà.
Per chi sta ancora imparando a respirarlo.
E sì,
fa male.
Ma quel male non è inutile.
È sacro.
È un dolore che costruisce.
Che non ti lascia indietro.
Che ti rende capace di dare quello che non ti è stato dato,
e di farlo senza diventare fredda, dura, chiusa.
Questo non ti toglie la fatica.
Ma ti riconosce il valore.
E io,
oggi più che mai,
vorrei stringerti in un silenzio pieno
e sussurrarti:
hai già fatto l’impossibile.
Ed è bellissimo.
Sei bellissima.
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