Sono uscita quasi apposta,
quando l’aria già sapeva di pioggia.
Aveva quell’odore antico,
di terra che aspetta di essere dissetata.
Eppure, le prime gocce sono arrivate inaspettate.
La prima è stata stupore.
La seconda, una promessa mantenuta.
La terza… un piacere inatteso.
Amo camminare sotto la pioggia.
Amo il profumo che sprigiona la terra quando la accoglie,
e in quell’odore primordiale, sento di essere accolta anch’io.
La pioggia mi accarezza il viso, goccia dopo goccia
mi inzuppa i capelli,
ma soprattutto…
lava l’anima,
come fa con le foglie coperte di polvere e arsura.
Cammino in ogni goccia e sorrido.
Sorrido al peso che si scioglie dal petto
e scivola via, come un piccolo ruscello,
verso la madre terra che tutto accoglie.
Anche me.
Figlia sua.
Nonostante tutto.
Piove più forte, forse dovrò correre al riparo.
Ma intanto rido.
E ringrazio ogni goccia
che precipita dal mistero delle nuvole
e mi sfiora la pelle
come una benedizione,
come una carezza del cielo.
E mi ricorda che vivo.
Forse è questo, in fondo, il miracolo della pioggia:
ci bagna fuori per ricordarci che possiamo ancora fiorire dentro.
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