Vorrei trovare il coraggio di urlarlo,
ma certe cose si dicono solo con il silenzio.
Con gli occhi abbassati.
Con le parole che si travestono da poesia per non far paura.
Ti ho amata in ogni frase non detta,
in ogni dettaglio salvato nella memoria,
in ogni momento in cui sei passata —
come una brezza leggera —
e io ho fatto finta di non sentirti,
per lasciarti libera.
Ti ho amata senza chiederti nulla,
ma lasciando tracce ovunque,
sperando che un giorno tu potessi leggerle.
Senza sforzo.
Senza dover decifrare.
Senza dover avere paura.
E se non ti ho mai detto niente,
è perché non volevo legarti.
Ma tu c’eri.
Sei sempre stata lì.
Anche quando non parlavi,
anche quando non tornavi,
anche quando fingevi di non sentire.
Eri in ogni singola poesia che ho mai scritto.
Eri in ogni giorno che ho scelto di vivere ancora solo perché c’era anche solo una possibilità remota di vederti.
Solo vederti, solo incrociarti…mai trattenerti.
E se domani una forza qualunque
dovesse impedirmi di stare
lì ad aspettarti in silenzio,
in questo mondo pieno di cose senza senso è giusto che almeno tu lo sappia:
Che ho ricominciato ad amare la vita solo grazie a te;
Che ho rivisto i colori del mondo solo perché ho visto te;
Che vorrei regalarti tutta la libertà che meriti solo per vederti davvero sorridere;
Che ti ho amata con il cuore più vero che conosco:
quello che non pretende.
Quello che resta.
Quello che, anche senza nome…
esiste.
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