C’è uno sguardo che non dimentico.
Non per ciò che ha detto,
ma per tutto ciò che ha trattenuto.
Uno sguardo che non so se sia mai stato davvero posato su di me,
oppure solo sfiorato di nascosto,
nel silenzio,
tra le righe.
Ma qualcosa è successo.
Perché mi ha smosso dentro.
Mi ha attraversato come una corrente calma ma profonda,
e ha lasciato emozioni che si sono fatte casa,
che si sono fatte battito.
Non era uno sguardo invadente,
non si imponeva.
Ma accarezzava.
Osservava con pudore,
come chi ha paura di essere scoperto,
eppure desidera esserci.
E io, in quell’istante incerto,
mi sono sentita vista.
Anche solo per un frammento di tempo.
Mi sono sentita viva.
Accolta.
Possibile.
Lo sguardo suo…
non chiede.
Non promette.
Forse neanche si lascia afferrare del tutto.
Ma resta.
E questo, per me,
è già un modo bellissimo di dire “ti ho sentita”.
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