C’è una solitudine particolare, che non si dice ad alta voce. È quella delle luci che brillano in silenzio, con la speranza di essere viste. Una luce che non chiede di essere celebrata, ma solo di poter illuminare. Una luce che ama per natura, che tende le mani anche quando le proprie sono vuote, che sa abbracciare con uno sguardo, ma che spesso si scopre sola… perché nessuno è abbastanza vicino da accorgersi che quella luce esiste davvero. Oggi mi sento così. Come un faro acceso in mezzo al nulla. Non spengo la mia luce, non so farlo. Ma a volte mi domando se abbia senso brillare per chi non guarda, per chi passa oltre. Eppure, forse, anche nel buio più fitto c’è qualcuno che cerca, anche se non sa ancora di cercarmi. E allora resto qui, senza smettere. Perché, alla fine, non si splende solo per essere visti. Si splende perché è la propria natura farlo.
Forse un giorno qualcuno guarderà davvero, e allora questa luce saprà dove posarsi… e intanto, continua a brillare, perché anche una luce solitaria può accendere il cielo di qualcuno, un giorno.
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